News del 21 luglio 2020 – Farabutto in famiglia? COSMAR a calci in culo lo piglia !

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    L’evento accaduto tra il 15 e il 16 luglio è sconfortante, fortunatamente COSMAR ha le spalle larghe. Ebbene il 15 luglio una certa persona ha inviato una PEC a Unicredit, banca dove sono depositati i denari del “Comitato”, per farla breve il “personaggio” ha dichiarato di essere lui il presidente pretendendo la chiusura del conto. Il direttore della banca ha bloccato il conto senza avvertirci.

Il nostro Segretario/tesoriere verso le 18:00 dello stesso giorno riceve un messaggio da parte di un nostro iscritto dove le spiegava che aveva fatto il bonifico in banca a fronte del rinnovo della assicurazione, immediatamente, come suo uso, lei entra nella banca Unicredit on-line per mandare il premio alla assicurazione attraverso bonifico; scopre che è possibile nel conto del Comitato versare i soldi, ma non ritirarli perché il conto corrente è stato bloccato.

Ne parliamo ed arriviamo alla conclusione che probabilmente era un problema della banca (capita spesso), però era il 15 luglio, ultimo giorno utile per il rinnovo con data 1 giugno 2020, la Tesoriere procede con il fare il bonifico alla assicurazione prelevando dal suo conto corrente personale.

La mattina successiva idem con patate. La nostra Tesoriere telefona al direttore della banca che le dice il conto corrente del “Comitato” essere bloccato perché era arrivata una PEC dove una certa persona asseriva di essere il presidente e ne chiedeva il blocco. E’ vero che erano depositate solo euro 6.333, ma è anche vero che gli assicurati versano i soldi della assicurazione su questo conto e poi la tesoriere, dallo stesso li traferisce alla assicurazione “Tutela Legale”. Siamo rimasti sconvolti perché i nuovi assicurati rischiavano di essere totalmente scoperti.

Il “dubbio personaggio” oltre che a COSMAR come associazione voleva recare danno ai soci assicurati non permettendoci di versare i premi delle polizze alla assicurazione.

Cercando di riassumere, il Presidente Blandina si presenta innanzi al direttore della banca con ben tre avvocati: un civilista, un marittimista ed un penalista. I nostri legali, giustamente, rimproverano al direttore di banca il fatto che  non è logicamente possibile bloccare un conto solo perché un pinco pallino qualunque ti manda una PEC, avrebbe egli dovuto verificare magari interpellandoci telefonicamente. Blandina stesso gli spiega il danno che avrebbero potuto creare lui e la “personcina” qualora fosse accaduto qualcosa ad un assicurato non coperto da assicurazione, gli ha anche ricordato che i nostri soci sono in giro per il mondo con fusi orari diversi, ha minacciato il direttore di banca dicendogli che se fosse capitato il detto evento nelle ore in cui il conto era bloccato avremmo fatto causa anche personalmente a lui oltre ovviamente alla “personcina”. Per concludere il nostro conto corrente è stato immediatamente sbloccato con tanto di scuse.

Noi ci lavoriamo fianco a fianco con gli avvocati e conosciamo le loro reazioni, il più delle volte hanno un comportamento distaccato. Questa volta siamo rimasti sorpresi, il marittimista quando il direttore della banca ha chiamato “la personcina” signore, gli ha urlato contro dicendo: “Lo chiami capitano, perché un essere così squallido non merita essere chiamato signore”.

 Mai avevamo visto gli avvocati tanto nauseati dal comportamento di uno come “la personcina”, uscendo ci hanno assicurato che faranno di tutto perché abbia il massimo della pena, un essere del genere non merita nessuna considerazione.

Con l’abominevole gesto perpetrato dalla “personcina” abbiamo avuto la prova provata che a lui della associazione non gliene frega niente, se non fossimo tempestivamente intervenuti la “personcina” avrebbe causato volontariamente un danno gigantesco ai nostri soci assicurati.

 Per concludere adesso la banca manderà agli avvocati quanto ricevuto dalla “personcina”, che subito dopo porteranno tutto alla Procura della Repubblica . Come minimo si ipotizza il reato di truffa aggravata a danno di associazione senza scopo di lucro e danni  agli associati assicurati (da uno a cinque anni di reclusione).  Siamo certi che i nostri ottimi legali troveranno tra le carte altri capi di imputazione. Al processo penale COSMAR si presenterà come parte offesa e chiederà un ingente risarcimento, anche questo abbiamo concordato con i legali, proporremo al giudice un risarcimento con tanti zeri.

Il risarcimento che COSMAR riceverà in virtù di parte offesa verrà interamante devoluto alle famiglie di marittimi in ristrettezze economiche con un massimale non superiore a euro diecimila per ogni nucleo familiare fino ad esaurimento.

Auspichiamo la settimana entrante si possa, in queste stesse pagine, pubblicare a chiare lettere nome e cognome della “personcina” ed ogni utile particolare al fine di chiarezza e giustizia.

COSMAR, fatti chiari e non solo parole.

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