News del 17 febbraio 2020 – Lo Skipper non è un lavoratore domestico, lo dice l’INL

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  Con il parere 13.2.2020 n. 1366, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha chiarito che la figura dello skipper impiegato in imbarcazioni da diporto non è inquadrabile come lavoratore domestico.
La questione, sollevata da un Ufficio territoriale dell’Ispettorato, muoveva dal presupposto che lo skipper impiegato sulle imbarcazioni da diporto, oltre ad occuparsi dell’imbarcazione stessa, svolge ulteriori servizi accessori che potrebbero rientrare nei compiti tipici di un lavoratore domestico, come ad esempio preparare pasti o svolgere compiti di pulizia.
Sul punto, l’INL osserva che qualunque attività lavorativa svolta su imbarcazioni, comprese quelle da diporto, determina automaticamente l’inquadramento del lavoratore nel ruolo della gente di mare, con la conseguente applicazione della normativa di riferimento.
Nel caso specifico, la figura dello skipper rientra perfettamente nella prima categoria della gente di mare, prevista dall’art. 115 del RD 327/42 (Codice della Navigazione).
Pertanto, precisa l’INL, anche nel caso in cui lo skipper sia l’unico addetto alle ulteriori attività “domestiche”, come attività accessorie, l’inquadramento nel ruolo specifico della gente di mare esclude la possibilità di comunicare l’assunzione dello skipper quale lavoratore domestico.

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