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Comparazione tra la marineria asiatica e quella europea dal punto di vista tecnico, scolastico e professionale

Luglio 16, 2026

Di seguito una comparazione riferita principalmente alla marina mercantile, distinguendo gli aspetti scolastici, tecnici e professionali.

Premessa

Il confronto tra marineria asiatica ed europea deve essere condotto con cautela, poiché entrambe comprendono realtà molto differenti. In Asia convivono sistemi altamente tecnologici, come quelli di Singapore, Giappone e Corea del Sud, e sistemi orientati soprattutto alla formazione di grandi quantità di personale navigante, come quello filippino. Anche in Europa esistono differenze tra Paesi con una consolidata tradizione marittima, quali Italia, Grecia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Germania.

La base normativa è tuttavia comune: la Convenzione internazionale STCW stabilisce gli standard minimi internazionali relativi alla formazione, alla certificazione e alla tenuta della guardia del personale marittimo. Pertanto, un ufficiale formato in Europa e uno formato in Asia devono possedere, almeno formalmente, competenze professionali equivalenti per livello di abilitazione. (Organizzazione Marittima Internazionale)

Comparazione generale

AspettoMarineria europeaMarineria asiatica
Sistema scolasticoGeneralmente integrato con l’istruzione tecnica superiore, universitaria e professionale nazionaleMolto diversificato: comprende università, accademie statali, istituti privati e centri di addestramento aziendali
Impostazione formativaMaggiore equilibrio tra teoria scientifica, normativa, tecnologia e praticaSpesso maggiore orientamento all’impiego immediato e all’addestramento operativo
Formazione tecnicaForte preparazione ingegneristica, normativa, ambientale e gestionaleElevata preparazione pratica; nei Paesi tecnologicamente avanzati è molto sviluppata anche la componente digitale e ingegneristica
Addestramento praticoSimulatori, laboratori, tirocini e periodi di navigazione regolamentatiAmpio uso di simulatori, training ships e programmi di cadetship collegati alle compagnie
Rapporto con le impresePresente, ma spesso mediato da scuole, università e amministrazioni pubblicheIn numerosi sistemi è più diretto, con compagnie e manning agencies coinvolte già nella selezione e nella formazione
Mercato del lavoroMaggiore orientamento verso ruoli da ufficiale, comando, gestione tecnica e professioni marittime di terraForte presenza nel mercato internazionale degli equipaggi, sia tra i comuni sia tra gli ufficiali
Controllo della qualitàRelativamente armonizzato attraverso normativa europea, verifiche nazionali ed EMSAVariabile tra i diversi Stati e tra istituti pubblici e privati
Sviluppo di carrieraBuone possibilità di passaggio dalla nave a ruoli tecnici, amministrativi, ispettivi e managerialiRapida progressione a bordo nei sistemi più strutturati; il passaggio a terra dipende maggiormente dal Paese e dalla compagnia
Lingua ingleseLivello variabile; buona preparazione nei Paesi del Nord EuropaSpesso centrale nella formazione, soprattutto nei Paesi esportatori di personale navigante
Costo della formazione e del lavoroGeneralmente più elevatoMediamente più competitivo, con forti differenze tra i diversi Paesi

1. Aspetto scolastico e formativo

Sistema europeo

Il modello europeo tende a inserire la formazione marittima nel sistema ordinario dell’istruzione. Il percorso può iniziare nelle scuole tecniche o professionali e proseguire in accademie, università marittime e istituti di formazione superiore.

In alcuni Paesi i corsi conducono direttamente a titoli accademici, come lauree professionali in scienze nautiche, conduzione navale o ingegneria marittima. In Danimarca, per esempio, la formazione per comandante può assumere la forma di un Professional Bachelor’s Degree, comprendente navigazione, meteorologia, diritto marittimo, sicurezza e gestione della nave. (ufsn.dk)

Il sistema europeo presenta quindi:

  • una solida base matematica, fisica e ingegneristica;
  • un’ampia preparazione in diritto marittimo, sicurezza e tutela ambientale;
  • integrazione tra qualificazione STCW e titolo scolastico o universitario;
  • possibilità di proseguire verso master, ricerca, progettazione navale e gestione marittima;
  • crescente attenzione a competenze digitali, ambientali e manageriali.

L’Unione europea ha inoltre sviluppato un sistema di controllo e informazione sui certificati dei marittimi attraverso l’EMSA e lo STCW Information System. La normativa europea prevede anche il controllo dei sistemi di formazione dei Paesi terzi i cui certificati devono essere riconosciuti dagli Stati membri. (emsa.europa.eu)

Un limite del modello europeo può essere rappresentato dalla maggiore complessità burocratica e dalla difficoltà, in alcuni casi, di reperire imbarchi da allievo sufficienti per completare il periodo di navigazione richiesto.

Sistema asiatico

Non esiste un unico modello asiatico.

Nelle Filippine la formazione è fortemente orientata all’inserimento nel mercato internazionale. Sono presenti numerose scuole marittime e centri di addestramento autorizzati dall’amministrazione MARINA, che controlla programmi, certificazioni e istituti conformi alla Convenzione STCW.

Singapore adotta invece un modello altamente integrato tra Stato, istituti scolastici e industria. La Singapore Maritime Academy offre diplomi triennali in studi nautici e ingegneria navale, con formazione pratica, strutture avanzate e percorsi collegati al conseguimento dei certificati di competenza. Le compagnie possono attingere direttamente ai cadetti formati attraverso questi programmi. (SP)

Il Giappone utilizza un sistema centralizzato e tecnologicamente avanzato, nel quale la formazione accademica è affiancata dall’addestramento su navi scuola. La Japan Agency of Maritime Education and Training for Seafarers rappresenta una delle principali strutture nazionali per la preparazione dei marittimi.

In termini generali, i sistemi asiatici maggiormente orientati alla fornitura internazionale di equipaggi tendono a privilegiare:

  • disciplina operativa;
  • familiarità con le procedure di bordo;
  • uso dell’inglese marittimo;
  • preparazione agli esami STCW;
  • adattabilità a compagnie e ambienti multiculturali;
  • rapido inserimento professionale.

La qualità può però variare notevolmente tra istituti. Nei sistemi con un numero molto elevato di scuole private, il controllo effettivo dell’addestramento, dei simulatori, dei docenti e dei periodi di navigazione costituisce un elemento determinante.

2. Aspetto tecnico

Preparazione europea

La formazione europea tende a privilegiare la comprensione teorica dei sistemi di bordo. Un ufficiale europeo viene generalmente preparato non soltanto a utilizzare un’apparecchiatura, ma anche a comprenderne il funzionamento, i limiti, la normativa applicabile e le conseguenze tecniche delle proprie decisioni.

Per gli ufficiali di coperta assumono particolare importanza:

  • pianificazione della navigazione;
  • COLREG;
  • meteorologia e oceanografia;
  • stabilità e caricazione;
  • sistemi ECDIS, radar, ARPA e GMDSS;
  • diritto e amministrazione marittima;
  • gestione delle emergenze e delle risorse di plancia;
  • tutela dell’ambiente marino.

Per gli ufficiali di macchina sono centrali:

  • termodinamica;
  • elettrotecnica ed elettronica;
  • automazione;
  • manutenzione preventiva e predittiva;
  • gestione dell’energia;
  • controllo delle emissioni;
  • sistemi di propulsione convenzionali e alternativi.

Questa impostazione facilita il successivo passaggio a professioni di terra, come ispettore, superintendent, surveyor, auditor, tecnico di società di classificazione o consulente marittimo.

Preparazione asiatica

La formazione asiatica è spesso caratterizzata da una forte standardizzazione delle procedure. In molti centri viene dato grande rilievo alla ripetizione delle operazioni, alle checklist, alla familiarizzazione con le apparecchiature e alla risposta alle emergenze.

Tale approccio può produrre personale molto efficace nell’esecuzione delle procedure e facilmente integrabile nei sistemi organizzativi delle grandi compagnie internazionali.

Nei Paesi asiatici tecnologicamente avanzati la preparazione tecnica raggiunge livelli molto elevati. Singapore, Giappone e Corea del Sud collegano la formazione marittima a settori come:

  • costruzione navale;
  • automazione;
  • navigazione autonoma;
  • gestione digitale delle flotte;
  • logistica portuale;
  • combustibili alternativi;
  • ricerca marittima.

Singapore, in particolare, offre percorsi che spaziano dalla navigazione e dall’ingegneria navale all’economia marittima, all’architettura navale e alla formazione continua. (mpa.gov.sg)

La principale differenza non è quindi una superiorità tecnica generale dell’Europa sull’Asia, ma la maggiore disomogeneità del continente asiatico: accanto a centri di eccellenza internazionale possono esistere istituti maggiormente concentrati sul semplice superamento degli esami e sull’ottenimento delle certificazioni.

3. Aspetto professionale

Modello professionale europeo

Il marittimo europeo ha normalmente un costo lavorativo più elevato e opera in un mercato caratterizzato da maggiori tutele contrattuali e sociali. Per questo motivo le compagnie tendono a impiegarlo soprattutto nelle qualifiche per le quali sono richiesti elevati livelli di responsabilità tecnica, gestionale o amministrativa.

La carriera può svilupparsi secondo una sequenza del tipo:

allievo ufficiale → ufficiale → primo ufficiale/direttore di macchina → comandante → incarico tecnico o manageriale a terra.

L’esperienza a bordo è spesso considerata una fase di una carriera marittima più ampia. Dopo alcuni anni di navigazione, il professionista può passare alla gestione delle navi, alla sicurezza, alle assicurazioni, alle autorità marittime, alle società di classificazione o alla consulenza.

Modello professionale asiatico

Nei principali Paesi fornitori di personale navigante, la professione marittima costituisce un’importante opportunità di occupazione internazionale. I programmi formativi sono quindi frequentemente organizzati in funzione delle richieste delle compagnie straniere.

La carriera è maggiormente concentrata sulla permanenza a bordo e sull’avanzamento attraverso i diversi gradi professionali. Le caratteristiche più apprezzate sono:

  • disciplina;
  • disponibilità alla mobilità internazionale;
  • capacità di lavorare in equipaggi multiculturali;
  • conoscenza dell’inglese;
  • rispetto delle procedure aziendali;
  • flessibilità contrattuale.

Un possibile limite è la dipendenza del marittimo dalle agenzie di reclutamento o dalle compagnie che finanziano il percorso di cadetship. In alcuni casi l’accesso al primo imbarco può rappresentare una difficoltà, nonostante il possesso del titolo scolastico.

4. Disciplina, leadership e cultura della sicurezza

In numerosi contesti asiatici permane una struttura gerarchica molto marcata. Ciò può favorire disciplina, ordine ed esecuzione tempestiva degli ordini, ma può anche rendere più difficile per un subordinato contestare una decisione del superiore.

Il modello europeo tende invece a incoraggiare maggiormente:

  • comunicazione orizzontale;
  • autonomia decisionale;
  • leadership partecipativa;
  • segnalazione degli errori;
  • applicazione dei principi di Bridge ed Engine Room Resource Management.

Una gerarchia troppo rigida può ostacolare la comunicazione in situazioni critiche; un’organizzazione eccessivamente informale può invece ridurre la chiarezza delle responsabilità. La soluzione più efficace consiste nell’unire disciplina operativa e possibilità di esprimere tempestivamente dubbi o osservazioni riguardanti la sicurezza.

La formazione internazionale si sta infatti orientando sempre più verso competenze non tecniche, gestione della fatica, prevenzione delle molestie, comunicazione e fattore umano. L’IMO continua ad aggiornare il quadro STCW anche su questi aspetti.

5. Innovazione e prospettive future

La transizione energetica e digitale sta progressivamente riducendo le differenze tradizionali tra i due sistemi. Tanto in Asia quanto in Europa, il marittimo del futuro dovrà possedere competenze relative a:

  • combustibili alternativi, come metanolo, idrogeno e ammoniaca;
  • batterie e sistemi di propulsione ibrida;
  • cybersecurity;
  • automazione e controllo remoto;
  • analisi dei dati;
  • manutenzione predittiva;
  • gestione ambientale;
  • capacità di operare con equipaggi ridotti e sistemi altamente automatizzati.

L’Europa sta sviluppando reti tra università, centri professionali e industria per aggiornare e riqualificare il personale marittimo, con particolare attenzione alle competenze digitali e ambientali. (Pact for Skills)

Parallelamente, i principali centri asiatici stanno investendo nell’addestramento per nuove tecnologie e combustibili. Nel 2025, per esempio, l’IMO ha organizzato in Giappone un programma destinato ai formatori sull’impiego del GNL come combustibile navale. (Organizzazione Marittima Internazionale)

Conclusioni

Non è corretto affermare in modo assoluto che una marineria sia superiore all’altra.

La marineria europea si distingue generalmente per:

  • maggiore integrazione tra formazione marittima e sistema universitario;
  • solida preparazione teorica e ingegneristica;
  • attenzione alla normativa, all’ambiente e alla gestione;
  • buone opportunità di passaggio verso professioni marittime di terra;
  • sistemi di controllo relativamente armonizzati.

La marineria asiatica si distingue generalmente per:

  • forte orientamento pratico e operativo;
  • maggiore collegamento con il reclutamento internazionale;
  • disponibilità di un ampio bacino di personale navigante;
  • disciplina e adattabilità agli equipaggi multinazionali;
  • presenza, in alcuni Paesi, di centri tecnologici e formativi di assoluta eccellenza.

Il modello più completo potrebbe derivare dall’unione dei due approcci: la preparazione scientifica, normativa e gestionale tipica dei migliori sistemi europei, combinata con la disciplina operativa, la continuità dell’addestramento e il rapporto diretto con l’industria caratteristici dei migliori sistemi asiatici.

La reale qualità professionale non dipende però soltanto dal continente di provenienza. Dipende soprattutto dall’istituto frequentato, dalla serietà dei controlli, dalla qualità del periodo di navigazione, dall’esperienza acquisita a bordo, dalla cultura della sicurezza della compagnia e dall’impegno personale del marittimo.

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Ufficio Stampa COSMAR

Media & Communications — Comitato per la Salvaguardia della Dignità dei Marittimi. Redazione a cura dell’Ufficio Stampa COSMAR.

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