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16 Gennaio 2020

  COSMAR, soggetto unico dello shipping italiano è nella sua praticità una società di servizi che segue, per ogni qualsivoglia esigenza il lavoratore marittimo per l’intero suo percorso professionale. Volendo concedere un tocco di romanticismo si potrebbe assimilare COSMAR ad un ideale porto rifugio dove poter liberarci da ansie e legittimi dubbi, sentimenti propri di chi lavora lontano da casa e per giunta non ha la materiale possibilità di mantenersi aggiornato e quindi poter far fronte ai correnti disbrighi di natura burocratica. La primaria funzione di COSMAR è esattamente il prendersi cura di queste esigenze ed accollarsi il peso di far da tramite tra il lavoratore marittimo e le numerose istituzioni che con esso si interfacciano. Lo staff di COSMAR studia e si aggiorna quotidianamente, le normative più complesse vengono discusse direttamente con il MIT e con il Comado Generale del Corpo delle capitanerie di porto.

Siamo profondamente orgogliosi di esserci meritato il rispetto delle istituzioni che vedono nel nostro operato motivo di valido supporto.

Prima che esistesse COSMAR il marittimo doveva fare il giro di tutte le “chiese” per cercare di solo capire come avrebbe potuto risolvere il suo problema burocratico, qualche volta accadeva di non riuscire a correttamente decifrare le varie risposte che gli venivano fornite. Con l’era COSMAR lo scenario si è semplificato: basta rivolgersi a COSMAR per avere la risposta in maniera veloce e professionale, è sufficiente comporre il 329 455 5682 o scrivere a segreteria@cosmar.org

COSMAR non si occupa solo di risolvere i problemi burocratici, COSMAR si assicura, dietro esplicita richiesta del lavoratore marittimo, che il contratto di lavoro sia rispettato in ogni sua singola parte, che venga rispettata la ILO-MLC 2006 ed ogni altra normativa nazionale ed internazionale che dia dignità professionale alla gente di mare.

COSMAR difende i propri soci anche in ambito giudiziario, tra le altre iniziative offre una polizza assicurativa che copre tutte le spese legali, mettendo anche a disposizione i propri legali e tecnici con essa convenzionati. Ad oggi tutti gli interventi sono andati a buon fine con un successo pari al 100%.

Il socio questo ed altro deve pretendere da COSMAR, ma allo stesso tempo deve essere consapevole che questa grande ed efficiente organizzazione ha un costo che grava solo e unicamente sui soci, si tratta di una cifra alla portata di tutti (30 euro) che è indispensabile al fine di continuare non solo ad esistere, ma a far sì che COSMAR continui ad essere indipendente. Dicevamo indipendente non a caso dal momento che non sono molti i soggetti (sindacati ed associazioni) che possono dichiarare la loro indipendenza, potremmo forse affermare che COSMAR è l’unico soggetto ad esserlo. Stiamo assistendo alla nascita di associazioni foraggiate da armatori, altre che fanno parte di Confitarma direttamente o attraverso soggetti legati alla parte datoriale. Sindacati firmatari di contratti che percepiscono dagli armatori 300 dollari per ogni marittimo comunitario o extracominutario imbarcato sulle navi battenti bandiere italiane con R.I., sindacati minori il cui unico operato è inviare a destra e a manca comunicati senza senso e con minacce che mai hanno luogo. Una miriade di sindacati e associazioni che per un verso o per un altro non hanno la possibilità di prendersi cura delle esigenze dei lavoratori marittimi per il semplice fatto di avere direttamente o indirettamente conflitti di interesse con la parte datoriale.

Stessa storia vale per la stampa di categoria che si guarderebbe bene dallo spiegare le cose effettivamente come stanno altrimenti potrebbero perdere i proventi che vengono loro attraverso la pubblicità.

COSMAR sfida tutti questi soggetti: sindacati, associazioni e stampa ad autosovvenzionarsi e  non ricorrere al contributo economico da parte dei datori di lavoro; contributo economico che li obbligherebbe, in pratica a non essere in grado di assistere i lavoratori marittimi.

Nave sequestrata in Senegal a Dakar, comandante e primo ufficiale di coperta per mesi rinchiusi in galera senza aver commesso nulla e privi anche di un valido capo di imputazione, ebbene a qualcuno risulta che i media italiani abbiano diffusa questa notizia?  Solo COSMAR, proprio in virtù della propria indipendenza, ha dato voce ai nostri connazionali letteralmente sequestrati in Senegal, per cui finalmente sono stati scarcerati ed in seguito rimpatriati.

In COSMAR siamo abituati a fare i fatti, mentre le parole inutili le lasciamo agli altri. Bene ci conoscono coloro i quali tentano di ingannare e sfruttare i nostri assistiti.

Molte, troppe società di navigazione sono in mano ad un gruppo dirigente inefficiente. La dimostrazione plastica è che quando era tempo di vacche grasse per cui il numero dei noli (domanda) era di gran lunga superiore alla disponibilità di navi (offerta) le società armatrici vantavano conti in attivo, poi con la crisi economica o se preferite il ridimensionamento di un sistema che aveva perso ogni logico motivo di crescita, le stesse parti datoriali si sono scoperte disadatte a gestire le imprese: alcune società armatrici sono fallite, altre hanno dovuto vendere la maggioranza delle quote di partecipazione ai fondi comuni di investimento ed altre ancora si arrampicano sugli specchi facendo pagare la loro inadeguatezza gestionale ai lavoratori marittimi.

Auguriamoci che l’anno 2020 porti alla consapevolezza che è giunto il momento di mandare a casa, di licenziare i gruppi dirigenti incompetenti, siano essi a capo di imprese marittime, di sindacati, di associazioni o di giornali.

   Randagio Blogini

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