Lettera al C.d.M. Iacomino Dott. Ciro, un novello Don Chisciotte in viaggio oltre l’orizzonte

NEWS del 20 aprile 2018 – Anche l’avvocato Federico Bertorello, noto giuslavorista del Foro di Genova, collabora con COSMAR
20 aprile 2018
NEWS del 26 aprile 2018 – Verbale riunione in CP Messina per tabella di sicurezza N/T Tremestieri
26 aprile 2018

     A:  N.H.

Capitano di Macchina Iacomino Dott. Ciro

Presidente APE – CA.MA.DI

Caro Presidente, caro Amico,

per troppi anni ci siamo persi di vista ed io non ho avuto l’occasione per dirti che la stima che ponevo nei tuoi confronti è rimasta immutata.  Opinioni divergenti ci hanno diviso, ma posso con fermezza ribadirti che nulla ho scordato dei momenti trascorsi insieme, quei momenti di vita che mi hanno convinto che stavo conversando con un galantuomo, una persona onesta, profonda e complessa.

Se adesso tu mi chiedessi se a mio avviso, una personalità complessa è un difetto, non saprei cosa rispondere, probabilmente ti direi che questa è una strana peculiarità delle persone molto intelligenti che hanno sempre la necessità di approfondire le cause e concause degli eventi che ruotano intorno a loro, ma sempre con uno sguardo rivolto alle esigenze degli altri.

Sei stato molto generoso, lo sei stato più con gli altri che con te stesso. Sei stato caparbio quando combattevi perché i titoli professionali di Capitano di lungo corso e di macchina non fossero abbondanati all’oblio, hai battagliato pur sapendo che non era possibile tornare indietro, tu sei stato un moderno e fiero Alonso Chisciano e gli altri solo obsoleti e consunti mulini a vento.

Quando terminerò di scrivere questa lettera, mi alzerò dalla sedia, mi metterò sugli attenti con lo sguardo fisso verso l’orizzonte. Così voglio salutarti, ma prima permettimi di dedicarti una poesia di Cesare Pavese scritta all’amico che dorme:

Che diremo stanotte all’amico che dorme? 

La parola più tenue ci sale alle labbra 

dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico, 

le sue inutili labbra che non dicono nulla, 

parleremo sommesso. 

La notte avrà il volto 

dell’antico dolore che riemerge ogni sera 

impassibile e vivo. Il remoto silenzio 

soffrirà come un’anima, muto, nel buio. 

Parleremo alla notte che fiata sommessa. 

Udiremo gli istanti stillare nel buio 

al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,

che verrà d’improvviso incidendo le cose 

contro il morto silenzio. L’inutile luce 

svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti 

taceranno. E le cose parleranno sommesso.

3 Comments

  1. Alessandro Pico ha detto:

    Non sapevo sono molto commosso.
    CIRO è stato sempre un nobile Uomo e un sincero ed onesto Amico.
    DIO TI ABBIA IN GLORIA
    Alessandro Pico

  2. Ermenegildo Vituperio ha detto:

    Grande uomo ha sempre combattuto per noi marittimi.Non ultimo le consegne degli attestati alla gente di mare che era una grande gioia,il vedere i marittimi felici di quel loro traguardo vissuto.Riposa in pace.Com.te Ermenegildo Vituperio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *