Organizzazione

Siamo l’espressione dei marittimi italiani che hanno deliberato di costituire un comitato spontaneo denominato COSMARComitato per la salvaguardia della dignità professionale dei marittimi” per ottenere dalle pubbliche autorità, la risoluzione dei numerosi problemi della categoria che si riassume essenzialmente nella rivalutazione professionale della Gente di mare sotto ogni aspetto.

Siamo un comitato indipendente che rappresenta più di 2700 cittadini italiani, professionisti del settore marittimo in ogni suo aspetto professionale e di competenze .

I nostri colleghi lavorano in mare e a terra. A volte siamo indicati come esponenti della ‘Marina Mercantile Italiana’, ma questo non racconta tutta la storia. I nostri associati comprendono Comandanti, ufficiali, Allievi, sottufficiali e comuni di Navi, yacht, piattaforme petrolifere, imbarcazioni da pesca, dei lavoratori delle costruzioni portuali, capitani di porto, barcaioli fluviali, formatori, docenti, avvocati marittimisti, specialisti della nautica nautiche marittimi e personale medico di bordo.

 

Promotori fondatori

Possono essere promotori fondatori del comitato tutte le persone fisiche che hanno condiviso questo progetto al momento della sua nascita. Essi condividono gli scopi dell’organizzazione e si impegnano, in qualsiasi modo ed ognuno per le proprie possibilità e capacità, a realizzarli.

 

Promotori ordinari

Il numero dei promotori è illimitato.

Possono essere promotori del comitato tutte le persone fisiche e gli enti che condividono gli scopi dell’organizzazione e si impegnano, in qualsiasi modo ed ognuno per le proprie possibilità e capacità, a realizzarli.

 

Diritti dei promotori fondatori

I promotori fondatori hanno i seguenti diritti:

  • Eleggere il Consiglio direttivo;
  • Approvare il rendiconto annuale;
  • Partecipare alle iniziative organizzate dal comitato.

 

Diritti dei promotori ordinari

I promotori hanno i seguenti diritti:

  • Partecipare alle iniziative organizzate dal comitato

 

Doveri dei promotori fondatori e promotori ordinari

  • Impegnarsi per il raggiungimento dello scopo;
  • Tenere un comportamento verso gli altri soci e i terzi improntato alla correttezza e all’assoluta buona fede.

 

Esclusione dei soci

Il promotore che contravvenga ai doveri indicati dal presente Statuto può essere escluso dal comitato con delibera del Consiglio direttivo, previa richiesta di comunicazione scritta contenente eventuali giustificazioni, da inviarsi a domicilio indicato dall’aderente all’atto dell’iscrizione almeno trenta giorni prima della delibera di esclusione.

Il Consiglio direttivo può deliberare l’esclusione del promotore nei seguenti casi:

  • Inadempimento degli obblighi assunti da parte del promotore a favore del comitato;
  • Inosservanza delle disposizioni dello Statuto o di eventuali regolamenti o delle delibere degli altri organi sociali;
  • Per altro grave motivo.

 

Organi sociali

Sono organi del comitato:

  • l’Assemblea;
  • il Consiglio direttivo;
  • il Presidente.

 

Composizione dell’Assemblea

L’Assemblea si compone di tutti i promotori fondatori del comitato

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione.

 

Convocazione dell’Associazione

L’Assemblea si riunisce su convocazione del Consiglio direttivo.

Il Presidente convoca l’Assemblea con avviso scritto, contenente sia per la prima convocazione che per la seconda convocazione il giorno, l’ora e il luogo dove si terrà la riunione, l’ordine del giorno; da inviarsi presso il domicilio di ciascun promotore entro quindici giorni dalla data della prima convocazione.

L’Assemblea deve essere convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del rendiconto annuale entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

 

Validità dell’Assemblea

L’Assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà degli promotori, in proprio o a mezzo delega da conferirsi esclusivamente ad altri promotori, ciascun promotore non può avere più di n. 5 deleghe.

In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti all’Assemblea, in proprio o a mezzo delega, con le modalità indicata sopra.

 

Votazioni

L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti.

I componenti del Consiglio direttivo hanno diritto di voto nelle approvazioni del rendiconto annuale e in quelle che riguardano le loro responsabilità.

Nei casi di modifica dell’atto costitutivo e dello statuto e per deliberare lo scioglimento del comitato e la devoluzione del patrimonio occorre la presenza di almeno tre quarti dei promotori fondatori e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

 

Verbalizzazione

Le delibere delle assemblee vengono riassunte in un verbale redatto da un componente dell’assemblea e sottoscritto dal Presidente.

Il verbale può essere consultato da tutti i promotori fondatori e promotori che hanno diritto di trarne copia.

 

Composizione del Consiglio direttivo

Il comitato è amministrato da un Consiglio direttivo composto da n. 11 membri eletti dall’Assemblea dei promotori fondatori.

Il Consiglio direttivo dura in carica cinque anni.

 

Convocazione del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente del comitato con avviso scritto, indicante il giorno, l’ora e il luogo dove si terrà la riunione, l’ordine del giorno, da inviarsi presso il domicilio del consigliere entro cinque giorni dalla data della convocazione.

 

Validità del Consiglio direttivo

Le delibere del Consiglio direttivo valide se prese alla presenza e con il voto favorevole di almeno 3 dei consiglieri.

 

Funzioni del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo si occupa della gestione ordinaria e straordinaria del comitato.

 

Verbalizzazione

Le delibere del Consiglio direttivo vengono riassunte in un verbale redatto da un consigliere e sottoscritto dal Presidente.

Il Presidente ne cura la custodia presso i locali del comitato.

 

Presidente del comitato

Il Presidente del comitato è anche Presidente del Consiglio direttivo.

Il Presidente del comitato è eletto dall’Assemblea tra i consiglieri.

Il Presidente è unico rappresentante del comitato nei confronti dei terzi, cura l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo.

 

Compensi

I Consiglieri, il Segretario, il Tesoriere ed il Presidente non hanno diritto a compensi e/o gettoni di presenza.

Hanno diritto al rimborso delle spese sostenute nell’espletamento dell’incarico ricevuto.

 

Beni del comitato

I beni del comitato sono: immobili, mobili e mobili registrati.

I beni mobili e mobili registrati possono essere acquistati dal comitato e devono essere intestati al comitato stesso.

Tutti i beni appartenenti al comitato sono elencati in apposito inventario, depositato presso la sede del comitato e consultabile da tutti i promotori.

Contributi

I contributi dei promotori ordinari sono costituiti:

  1. dalla quota di iscrizione iniziale fissata in € 50
  2. dalla quota annuale il cui importo viene stabilito dal Consiglio direttivo.

Le quote annuali devono essere versate entro il termine dell’approvazione del rendiconto annuale.

 

Patrimonio

Il patrimonio del comitato è costituito da:

  • quote di iscrizione dei promotori;
  • contributi e liberalità ricevute;
  • riserve formate con utili;
  • altre riserve accantonate.

 

Esercizio sociale

L’esercizio sociale decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

 

Rendiconto annuale

Al termine dell’esercizio il Consiglio direttivo provvede alla redazione del rendiconto annuale e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello a cui il rendiconto si riferisce.

 

Destinazione degli utili

Gli eventuali utili conseguiti devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

E’ fatto assoluto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, le riserve e i fondi di gestione ed il capitale durante la vita del comitato.

 

Devoluzione del Patrimonio

All’atto dello scioglimento è fatto obbligo del comitato di devolvere il patrimonio residuo ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni ed integrazioni.

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